14 Luglio 2008 Il Discepolo n°1816,
Loggia Massonica P2
:
Le istituzioni sono da sempre sotto il
controllo della
P2, ed ancora oggi è così!!
L'ideatore di Propaganda2 (P2),
Licio Gelli, scrisse agli inizi degli anni '70 il Manifesto della P2, nel
quale era presente il
Piano di
Rinascita
Democratica. Questo piano prevedeva una scaletta di
penetrazione nelle posizioni chiave del sistema, e l'assalto progressivo
agli strumenti di esercizio della demagogia.
La prima fase consisteva nell'affiliamento
di esponenti politici trasversali rispetto alle ideologie partitiche.
Nel caso questo non fosse stato possibile, era necessaria «l’immediata
nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo
fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro
sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici
della Destra Nazionale).»
Altro punto chiave del programma è
«la
costituzione della tv via cavo da impiantare a catena in modo da
controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese»
«Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media»
(Licio Gelli)
Così, Silvio Berlusconi rileva da Giacomo Properzj
Telemilanocavo, la ribattezza Telemilano, poi Telemilano58 ed
infine Canale5.
Non basta. Il piano si estende al controllo
dell'informazione stampata. E' necessario individuare un gruppo di
giornalisti scelti ai quali, una volta acquisiti, «dovrà
essere affidato il compito di "simpatizzare" per gli esponenti politici
come sopra prescelti. [...] In un secondo tempo occorrerà:
a) acquisire alcuni settimanali di
battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale
e locale attraverso una agenzia centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con
l’agenzia per la stampa locale;
d) dissolvere la RAI-TV in nome della
libertà di antenna ex art. 21 Costit. »
Così, nonostante la scoperta nel 1982 del piano
eversivo e il suo apparente scioglimento, Silvio Berlusconi ne
prosegue la puntigliosa attuazione. Nel corso degli anni '80 non solo
rafforza il potere delle sue televisioni, ma ingaggia un epico scontro
con Carlo De Benedetti, denominato la Guerra di Segrate, per il
controllo della Mondadori. Controllo che acquisirà in maniera
totale grazie alla corruzione del giudice Metta ad opera del suo
avvocate Cesare Previti, condannato ad 11 anni e ciononostante in
seguito ministro del primo governo Berlusconi. Fuori grazie all'indulto.
Del resto è ragionevole: l'onore impone di non abbandonare i propri
soldati catturati in mano al nemico. Panorama, Epoca e tutto il resto della Mondadori sono
ormai di proprietà Fininvest, insieme ovviamente a tutta Mediaset. Un
gruppo di direttori e redattori però si ribella a tal punto che nella
vicenda è costretto a intervenire Andreotti, il cui arbitrato fa tornare
almeno Repubblica e l'Espresso a De Benedetti. Un piccolo
neo che non inficia il successo della marcia trionfale.
I giornalisti scomodi devono essere fatti
oggetto di censura, come capitò a
Montanelli, costretto ad
andarsene dopo che Berlusconi piombò nella redazione de Il Giornale
quando fu il momento di portare a compimento la strategia mediatica del
programma P2: scendere in politica garantendosi l'appoggio
indiscriminato dei media acquisiti. Lo stesso Biagi, molto
prima del famoso
Editto Bulgaro, sarebbe dovuto partire come
corrispondente per l’Argentina, governata da una giunta militare
golpista.
Così Silvio Berlusconi compie il suo destino,
e da Presidente del Consiglio è finalmente nella posizione per
proporre gli altri punti del
Piano di
Rinascita Democratica.
Eccone alcuni stralci originali.
«Ordinamento giudiziario: le modifiche piu’ urgenti investono la
responsabilita’ civile (per colpa) dei magistrati, e la normativa
per l’accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari)
».
Il premier si spingerà in questo caso oltre, arrivando a proporli su
base ricorrente.
E ancora.
«Ordinamento
Giudiziario I - unita’del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione
- articoli 107 e 112 ove il P.M. e’ distinto dai giudici); separare le
carriere requirente e giudicante.»
Tutte proposte di cui Berlusconi si è fatto grande
portavoce nel corso della sua carriera politica.
Perfino il rilancio del nucleare è espressamente previsto nelle
direttive di
Propaganda 2.
Per non parlare della proposta di utilizzare
l'esercito nelle strade. Ecco cosa recitano i papiri del testo sacro in
merito:
«Cosi’ e’
evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire
il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative
centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li
processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la
pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda».
Per sgomberare ogni dubbio residuo sul fatto che
la P2 stia realizzando tutte le sue profezie, per mano di un
semplice discepolo,
tesserato
n°1816, ecco cosa dice
Licio Gelli in
un'intervista rilasciata a la Repubblica il 28 settembre 2003, durante
il Governo Berlusconi II.
« Ho una
vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia
coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i
giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo
a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la
tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa in
53 punti ».
Silvio Berlusconi ha dedicato la sua vita alla
realizzazione del piano del suo maestroLicio Gelli.
Almeno in questo, bisogna ammetterlo: è stato ammirevole.