2 Settembre 2008
Smart dust,
polvere intelligente
:
In seguito alla pubblicazione delle
prime dichiarazioni ufficiali derivanti dalle ricerche della tossicologa
dott.ssa Hildegarde Staninger, dalle quali si evidenzia uno strettissimo
legame di causa - effetto tra chemtrails cospargenti
smart dust (polvere intelligente) e morbo
di Morgellons, è d'obbligo chiarire che cos'è la
smart dust..
Gli scienziati californiani l'hanno
battezzata smart dust, “polvere
intelligente”.
Il Pentagono la definisce “La
tecnologia strategica dei prossimi anni”. Un giorno cambierà la nostra
vita; intanto sta già cambiando il modo di combattere la guerra e
potrebbe avere un test decisivo in Iraq. Il pulviscolo intelligente è
composto di miriadi di computers microscopici. Ognuno misura meno di un
millimetro cubo, ma incorpora sensori elettronici, capacità di
comunicare via onde radio, software e batterie.
Invisibile ed imprendibile, la polvere di intelligenze artificiali si
mimetizza nell'ambiente e capta calore, suoni, movimenti. Può essere
diffusa su territori immensi e sorvegliarli con una precisione finora
sconosciuta. Sa spiare soldati, stando loro incollata a loro insaputa,
segnala armi chimiche e nucleari, intercetta comunicazioni, trasmette le
sue informazioni ai satelliti.
Dietro la polvere intelligente c'è uno dei più potenti motori del
progresso tecnologico americano, la Defense Aduanced Research Projects
Agency (Darpa) che è stata all'origine di innovazioni fondamentali,
compresa Internet. È il braccio scientifico del ministero della Difesa,
gestisce finanziamenti federali distribuendoli alle migliori università,
che, in cambio, collaborano ad accrescere la supremazia degli Stati
Uniti nelle tecnologie avanzate. Per la
smart dust
la Darpa si è affidata al dipartimento di ingegneria elettronica e di
informatica di Berkeley diretto da Shankar Sastry. Ci lavorano gli
scienziati Kris Pister, David Culler ed un ricercatore italiano, Bruno
Sinopoli. Gli elementi di base della loro costruzione sono i Merns,
micro-elactro-mechanical systems. Sono micro-computers che integrano
capacità di calcolo, parti meccaniche figlie della nano-robotica, più i
sensori elettronici: cioè termometri, microfoni miniaturizzati, nasi e
microspie che captano movimenti o vibrazioni. I Mems esistono da tempo,
ora le ricerche ne hanno perfezionato la produzione a costi sempre più
bassi e questo apre l'opportunità per usarli in quantità enormi. I
progressi della miniaturizzazione rendono i micro-apparecchi sempre più
affidabili e ne allungano la vita, le batterie possono alimentarsi con
le variazioni di temperatura o le vibrazioni. Il lavoro degli scienziati
californiani ha fatto compiere ai Mems il salto verso la polvere
intelligente. “Il risultato finale è costituito da networks invisibili
disserninati nell'ambiente - spiega Bruno Sinopoli - che interagiscono
fra loro e trasmettono informazioni”.
La produzione è affidata ad un'azienda privata della Silicon Valley, la
Crossbow, che mette già in mostra alcune applicazioni della polvere
intelligente. Le più ambite, però, non le vedremo mai. Come sostiene la
Darpa, la rivoluzione dei microsensori diffusi nell'ambiente “diventerà
la primaria fonte di superiorità nei sistemi di armamento”. L'obiettivo
è dichiarato ufficialmente sul sito Intemet della Darpa www.darpa.mil,
perché per lavorare con gli scienziati di Berkeley anche i militari
devono adottare certe regole di trasparenza. Si tratta di dispiegare in
massa sensori remoti per scopi di ricognizione e sorveglianza del teatro
di battaglia.
L'informazione non è stata divulgata
dalla Difesa, ma gli scienziati californiani non hanno dubbi: la polvere
intelligente ha già fatto la sua prima apparizione su un vero campo di
battaglia in Afghanistan, dove gli americani hanno cosparso nubi di
smart dust sulle zone più impervie e
montagnose. Il prossimo test potrebbe essere l'Iraq dove, in caso di
intervento militare - e anche molto prima - la polvere intelligente
verrà cosparsa dal cielo e finirà mimetizzata nella sabbia del deserto
per monitorare spostamenti di truppe, artiglierie o rampe dei missili
Scud.
I Mems potrebbero fare la loro comparsa anche incorporati nelle nuove
tute da combattimento dei marines. È un altro progetto per il quale il
Pentagono ha stanziato 700 milioni di dollari: fabbricare una tuta
leggera fatta di nuovi materiali adatti alle condizioni nel deserto, ma
dotata di sensori intelligenti nelle sue fibre. Una corazza agile per i
climi torridi, capace di fermare i veleni delle armi chimiche e di
monitorare la salute dei militari esposti ad aggressioni
batteriologiche. I sensori elettronici visibili ai raggi infrarossi
garantiscono poi il riconoscimento tra i soldati americani nei
combattimenti notturni, in modo da evitare le vittime del “fuoco amico”.
La polvere intelligente non è stata
pensata solo per la guerra. Il gruppo di scienziati di Berkeley ha
cominciato a utilizzare il pulviscolo di micro-computer per fini
pacifici. Sparsi nelle foreste della California, hanno il compito di
sentinelle anti-inquinamento e nella prevenzione degli incendi; grazie
alla loro ubiquità sentono e segnalano all'istante le minime fonti di
calore. I networks di sensori intelligenti della
smart dust hanno fatto il loro esordio in funzione antisismica:
l'università californiana li sta sperimentando in alcuni immobili per
verificare come le strutture reagiscono internamente alle scosse di
terremoto; la precisione di queste micro-apparecchiature consente di
percepire lesioni interne che sfuggono agli occhi più esperti, ma
possono minare la resistenza degli edifici.
Un altro campo promettente sembra essere quello della home automation, o
casa intelligente. Spalmata sui muri con la vernice, una miriade di
micro-computer consentirà di auto-regolare la temperatura e la
luminosità dell'ambiente in modo da eliminare ogni spreco di energia.
Sempre che non finisca per spiare chi in casa ci abita. A finanziare
ricerche sulle applicazioni della
smart dust
con i fondi federali non c'è più solo il Pentagono. Ora è sceso
in campo anche un fondo di venture capital che nella Silicon Valley
tutti conoscono bene: si chiama In-Q-Tel ed è una filiale della Cia.
Link::
Smart dust.
24 Luglio 2008
Bossi vuole riformare la Pubblica
Istruzione, Perché?
:
«Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola.
Non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non
viene dal Nord. Il problema della scuola è molto sentito, perché tocca
tutte le famiglie» ha aggiunto Bossi. «La
Padania ormai è nel cuore di tutti. Noi ai bambini la insegniamo fin da
quando nascono, insegniamo loro che non siamo schiavi e non lo siamo mai
stati», sottolinea il Senatur spiegando che
sul fronte della scuola «tutto quello che dico è la verità. «Un
nostro ragazzo (suo figlio Renzo Bossi) è stato "bastonato" agli
esami, perché aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo».
Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha
chiamato sul palco la parlamentare leghista Paola Goisis della
commissione Cultura della Camera, che sul fronte della scuola ha
rilanciato: «Gli studenti italiani sanno tutti i sette re di
Roma ma non sanno neppure un nome di un doge della Repubblica
Serenissima». «Dopo trent'anni di scuola di sinistra, di esami di
sinistra, di professori di sinistra, di presidi di sinistra -
ha stigmatizzato la parlamentare del Carroccio
- i nostri ragazzi sono disorientati. I nostri studenti hanno
bisogno di essere guidati da uno come Umberto Bossi. E non è possibile
che vengano professori da ogni parte a togliere il lavoro agli
insegnanti del Nord. Loro vogliono sentir parlare solo di Pirandello e
Sciascia e non di un federalista come Carlo Cattaneo».
Sembra che al Senatur, non va giù
la seconda bocciatura del figlio all'esame di Stato. Ed invece
d'impegnarsi per farlo studiare s'impegna per riformare la Pubblica
Istruzione!!
...Il carroccio promette anche
questioni di un certo spessore, come il
Decreto
Sicurezza proposto dal Ministro dell'Interno
Maroni, nel quale è previsto un emendamento che ha fatto discutere
molto l'opinione pubblica italiana ed europea: L'emendamento sulle
impronte digitali ai bimbi rom e sintu. Gli europarlamentari, infatti,
ritengono che quest'emendamento, « costituirebbe chiaramente
un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l'origine
etnica, vietato dall'articolo 14 della Convenzione europea dei diritti
dell'uomo, e per di più un atto di discriminazione tra i cittadini
dell'UE di origine rom o nomadi e gli altri cittadini, ai quali non
viene richiesto di sottoporsi a tali procedure ».
Più in particolare, gli eurodeputati ritengono « inammissibile
» che, con l'obiettivo di proteggere i
bambini, quest'ultimi « vedano i propri diritti fondamentali
violati e vengono criminalizzati ».
Per testimoniare la nostra
solidarietà ai bimbi rom e sintu, il nostro Video-Blog a aderito
al movimento spontaneo: «
Adesso
schedateci tutti
»!!
22 Luglio 2008
Oggi Lodo Alfano,
pensiamo a Silvio e accadrà
come in Argentina :
Il governo Berlusconi IV si è costituito il 7 maggio 2008.
In carica dal giorno successivo, ha speso due mesi e mezzo, oltre a raccogliere
sacchetti della spazzatura, per mercanteggiare sui problemi di uno solo, mentre
l'Italia si avvia verso un tracollo finanziario che in sei mesi getterà le
famiglie sulla strada.
Più che un nuovo miracolo italiano, è un incubo.
Andate a lezione
di castellano...