9 Ottobre 2008 Parla Michele Boato, Le ragioni del NO al Nucleare :
Anatoly perde la pelle
delle gambe tre volte all'anno, soffre di
dolori alle articolazioni e fulminanti emicranie. E'
uno dei rari sopravvissuti a
Chernobyl, anche se in quelle ore
assorbì una quantità di radiazioni mai calcolata. Le
prime squadre dei pompieri semplicemente si
dissolsero nel giro di qualche
settimana. Oltre quattromila morti
secondo l'Organizzazione Mondiale della
Sanità, ma la vera cifra non si saprà mai.
Il reattore venne chiuso in un sarcofago di cemento,
per bloccare la fuga radioattiva. Oggi quel
sarcofago sta già cedendo.
Ci sono molte ragioni per dire no
al
nucleare.
Oggi inizieremo a pubblicarne alcune.
Nei prossimi giorni completeremo il quadro.
1. Il nucleare non è sicuro, è a rischio di
incidenti catastrofici
Nel 1979 ad Harrisburg
(Usa) si è sfiorata la “fusione del
nocciolo”, che c’è stata a Chernobyl
(Ucraina) il 26 aprile 1986, con
decine di migliaia di tumori e leucemie
nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per
tumore tra i soldati intervenuti; ha contaminato
l'acqua di 30 milioni di ucraini;
irradiato 9 milioni di persone.
Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e
metà dei bambini sono ammalati alla tiroide,
c’è il raddoppio delle malformazioni.
Nel 2002 nell’Ohio
(Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel
2004 a Sellafield (GB) c’è
stata una fuga 160 kg di
velenosissimo plutonio rivelata
solo dopo 8 mesi.
Dal 1995 al 2005
c’è stata una serie di incidenti gravi
(con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle
centrali del Giappone: tra cui uno
gravissimo a TokaiMura nel
1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente
contaminati e 119 esposti a forti dosi di
radiazioni) e il più grande impianto nucleare al
mondo chiuso il 16 luglio 2007 per
i danni da terremoto.
Avere il nucleare vicino casa non è assolutamente lo
stesso che a centinaia di chilometri.
2. Dopo 50 anni, non si sa ancora dove
mettere le scorie radioattive
Ci sono milioni di tonnellate di scorie
(di cui ben 250.000
altamente radioattive) senza smaltimento
definitivo. Gli Usa hanno speso 8 miliardi
di dollari in 20 anni senza trovare
una soluzione.
In Italia, nel 2005, il governo ha dato 674
milioni di euro alla Sogin
che, dopo il ridicolo tentativo di Scanzano
Jonico (sismico, come gran parte d’Italia),
non sa dove mettere le “ecoballe”
radioattive: il plutonio resta altamente
radioattivo per 200.000 anni! L'uranio
238 per milioni di anni…
3. Non esiste il nucleare “sicuro e pulito”
di Quarta generazione
Le centrali di terza generazione,
che Berlusconi vuole costruire, dovrebbero durare
più di quelle in funzione -
seconda generazione
-, senza aver risolto il problema
delle scorie né della sicurezza intrinseca
- spegnimento
automatico se c'è un incidente grave.
Le chiama ponte verso una quarta
generazione che promette sarà
assolutamente sicura,
non proliferante, con poche scorie e meno
pericolose. Ma i reattori di quarta generazione
NON esistono! Sono previsti
DOPO il 2030, come se fosse domani; e
quanto dopo?
Intanto il governo propone un colossale rilancio del
nucleare con reattori che, almeno fino al 2040,
aggraverebbero tutti i problemi creati dal nucleare!
Infatti l’Enel ha investito quasi
2 miliardi di euro per completare,
in Slovacchia, due reattori di
vecchia tecnologia sovietica,
addirittura privi di involucro esterno,
perchè tanto “la
probabilità di un impatto aereo è trascurabile”...
4. E’ favola “solo col nucleare si può
fermare il riscaldamento globale”
Per avere una riduzione di gas serra
bisognerebbe costruire una centrale nucleare
ogni 10 giorni - 35
all'anno
- per i prossimi
60 anni! Così, con 2.000
nuove centrali nucleari, si fornirebbe il
20% dell'energia totale. C'è
qualcuno,
sano di mente, che
pensa si potrebbe procedere a questo ritmo?
Nessuno dei top manager
dell'energia crede che le centrali esaurite nei
prossimi anni saranno rimpiazzate per più della
metà. Il trend
mondiale del nucleare è verso il basso:
solo per mantenere il numero e la potenza delle
435 centrali attuali -
ne sono già state
chiuse 117
- ce ne vorrebbero 70 nuove entro
il 2015. Una ogni mese e mezzo! E
altre 192 entro il 2025:
una ogni 18 giorni! Tutto per
continuare a produrre non il 20%, solo il
6,5% dell'energia totale...
2.000 scienziati dell'IPCC - ONU - lo hanno
certificato nel 2007: Il nucleare non potrà fermare
la febbre del pianeta.
Inoltre il ciclo completo -
estrazione ed
arricchimento dell’uranio, smaltimento scorie,
costruzione e smantellamento centrale
- emette
gas serra quanto il ciclo a combustibile
fossile.
5. L’uranio, come il petrolio, scarseggia e
dobbiamo importarlo
L'Italia non ha uranio, dovrebbe importarlo
da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan,
Australia, Canada.
Secondo l’Agenzia per l'energia Atomica, l'uranio
dovrebbe scarseggiare dal 2030, invece già
dal 1991 ha raggiunto il picco:
se ne consuma più di quanto si estrae. Sono le
scorte militari che forniscono
metà del combustibile. Senza nuovi
reattori, la produzione di uranio è già
insufficiente, perciò il suo prezzo si è
moltiplicato per 10: dal 2001 al 2007 è salito
da 7 a 75 dollari la libbra.
6. Altro che “bassi costi”: il nucleare è
fuori mercato
Le stime Usa per i nuovi impianti danno il nucleare
a 6,3 cent/ kWh contro 5,5
del gas e 5,6 del carbone.
Per questo negli Usa, nonostante gli enormi
incentivi stanziati da Bush -
1,8 cent/kWh, oltre il
doppio del differenziale di 0,8 cent
-, nessuno
ci investe più dal 1976.
L’unico reattore in costruzione in Europa è in
Finlandia: l’azienda privata ci sta
perchè lo Stato paga -
fa pagare ai
contribuenti... -
lo smaltimento delle scorie e
smantellamento finale della
centrale, che costa quasi come la costruzione. Lo
stato garantisce inoltre l'acquisto
di tutta l'energia prodotta per 60
anni: un affare senza rischi
per il privato! Ma l’entrata in funzione della
centrale, ordinata nel 1996, è slittata
dal 2009 al 2011: 15 anni.
Così il suo costo finale, da 2,5
miliardi di euro è aumentato a 4 miliardi: più di
4 volte di una centrale a metano
della stessa potenza, 1600 MW.
I ritardi nella costruzione sono
una costante dell'industria
nucleare: negli Usa i costi
di 75 reattori, previsti in 45
miliardi di dollari, sono aumentati a
145, tre volte il
previsto.
In Italia i tempi sarebbero
più lunghi e i costi più alti.
Questo è il paese dove un km di Tav costa 4
volte di più rispetto alla Francia. Chi
pagherebbe?
L'Enel per le 2 centrali slovacche, spende
2.700 euro/kW, mentre una centrale a gas
costa meno di 500 euro/kW. Chi
paga?
Disastri Nucleari, News dell'ultimo cinquantennio :
Quando si tratta l'argomento "Nucleare", si pensa subito a Chernobyl, che porta ancora oggi le conseguenze del disastro ecologico. Però pochi sanno quanti siano stati realmente gl'incidenti nelle Centrali Nucleari avvenuti nell'ultimo cinquantennio:
1978, Carso, fughe dalle turbine della centrale nucleare, le valvole non tengono, le strutture portanti che dovrebbero sostenere e contenere i gas radioattivi sono mal progettate e lasciano uscire quantità immani di sostanze pericolose. La centrale verrà chiusa. Nel 2003 gli americani si ripetono. Vicino le coste della Maddalena il sottomarino Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci. La tragedia viene solo sfiorata perché il comandante riesce a disincagliare la nave prima che il danno diventi irreparabile.
L’evento peggiore è accaduto solo due anni fa, ma nessuno ne ha saputo niente. Ancora nella centrale di Casaccia, nonostante l’opposizione del popolo italiano di far entrare materiale radiattivo sul proprio territorio, dalla centrale Enea c’è una fuoriuscita di plutonio. 6 dipendenti (ma c’è chi è pronto a giurare che fossero 14) rimangono contaminati. Le autorità ammettono l’incidente, sempre comunque sotto silenzio, solo 4 mesi dopo l’accaduto.
Dopo i numerosi incidenti, peraltro non più gravi di altre parti del mondo, accaduti in Germania, è stato deciso di chiudere gradualmente tutte le 19 centrali nucleari sul territorio. La prima è stata chiusa nel 2001, l’ultima lo sarà nel 2021, proprio quando l’Italia comincerà il suo progetto nucleare.
Legambiente, I problemi irrisolti del Nucleare :

Lo scorso anno, la Legambiente pubblicò il dossier sul nucleare in occasione del 20° anniversario dal voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare in Italia.
"Volete il nucleare?" A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. L' 8 novembre, si celebrò il 20° anniversario del voto per il referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l'Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall'atomo.
Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l'Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il '96 e il '99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.
Secondo l'AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica), il contributo dell'atomo al fabbisogno mondiale di energia elettrica scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. A spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi "veri" necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare.
Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier dal titolo "I problemi irrisolti del nucleare a vent'anni dal referendum".
Allegati: I problemi irrisolti del nucleare.
Link: Legambiente, Energia Nucleare.
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15 Settembre 2008 Nulla capitò a Bolzaneto, secondo Roberto Castelli :
Durante il G8 di Genova nel Luglio del 2001, ministro della Giustizia in carica, andò in visita a Bolzaneto. E verificò di persona che tutto si svolgeva nulla più assoluta normalità. Le torture e gli abusi denunciati da centinaia di vittime e accertati dalle indagini per lui sono un “teorema”. Al massimo l’ex guardasigilli nordista è disposto a riconoscere che alcuni ospiti della caserma furono tenuti per qualche ora in piedi, ma questo capita in molti ambienti di lavoro. E comunque, a suo dire, era tutta gente che aveva messo a ferro e fuoco la città. Insomma, se la sono cercata...
Dal Corriere della Sera:
GENOVA - Condanne complessive per oltre 76 anni di reclusione sono state chieste dai pm, Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati, per i 44 imputati nel processo per le violenze e i soprusi nella caserma della polizia di Bolzaneto, durante il G8 a Genova del luglio 2001. Per Giuseppe Fornasiere, ispettore di polizia penitenziaria responsabile dell'ufficio matricole, è stata chiesta l'assoluzione. Le pene variano da un massimo di cinque anni e otto mesi, a sei mesi di reclusione. Nella caserma di Bolzaneto, secondo i pm, furono inflitte alle persone fermate «almeno quattro» delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte europea sui diritti dell'uomo chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli anni Settanta, configurano «trattamenti inumani e degradanti».
Sui fatti del Bolzaneto è stato scritto un libro di Mario Portanova:

Recenti sono le condanne emesse dalla corte che ha avuto il compito di giudicare 45 indagati, la maggior parte dei quali chiamati in causa in seguito a identificazioni personali eseguite dalle vittime degli abusi, solo 15 hanno ricevuto pene di tipo carcerario. Per un totale di 24 anni. Quasi tutti indultabili. Ergo, quasi nessuna di queste persone passerà mai un giorno della sua vita in una cella. Al contrario, il corpo di polizia e i ministeri di giustizia e degli interni, secondo i giudici direttamente implicati in questa vicenda nonostante il loro proclamarsi estranei poiché all’oscuro dei fatti, hanno dovuto risarcire alle quasi 260 vittime, una somma vicina ai 2 milioni di Euro. Causando così ancora più confusione in chi attendeva di ricevere giustizia da questa sentenza...
Perché se i magistrati hanno riconosciuto la validità delle accuse, tanto da impegnare ministeri e polizia ad un risarcimento multimilionario, i diretti esecutori di queste nefandezze sono rimasti impuniti?
Perché alcuni di loro, invece di essere radiati dai corpi di appartenenza, sono stati promossi a gradi superiori?
Perché l’opinione pubblica viene tenuta all’oscuro di questa vicenda negandole la verità dei ragazzi che vissero queste situazioni sulla loro pelle?
Link: Corriere.it, Bolzaneto




