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Attualità

26 Ottobre 2008   Commercio Equo e Solidale, scopriamo di cosa si tratta :

 

Il commercio equo e solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale, nel quale l'obiettivo primario non è soltanto la massimizzazione del profitto, ma anche la lotta allo sfruttamento e alla povertà legate a cause economiche, politiche o sociali.

Il principio di fondo del Commercio Equo e Solidale è infatti quello di garantire un compenso equo (in relazione alle esigenze) e servizi socio-sanitari ai piccoli produttori, svantaggiati economicamente, dell'America Latina, dell'Africa, dell'Asia e dei Paesi dell'Est. Le organizzazioni del Commercio Equo e Solidale comprano direttamente i prodotti delle cooperative senza nessuna speculazione ed intermediazione. Tutti i prodotti del Commercio Equo e Solidale sono corredati da una scheda tecnica che spiega le caratteristiche del prodotto e illustra tutti i passaggi economici intervenuti con il relativo aggravio di costo, in tal modo i consumatori finali possono conoscere, in piena trasparenza, le spese che hanno determinato il prezzo di vendita.

Il prezzo di acquisto viene concordato con i produttori, assicura loro un giusto guadagno e comprende un contributo per sostenere progetti locali di sviluppo sociale e sanitario.

Il Commercio Equo e Solidale stimola progetti di sviluppo autogestiti e crea nuovi posti di lavoro nei luoghi di origine. L'uso delle materie prime e le tecniche di produzione tengono conto della salvaguardia dell'ambiente e della salute di produttori e consumatori. Vi sono incentivi per l'impiego di materiali riciclabili e metodi produttivi a basso impatto ambientale.

Il commercio equo e solidale costituisce un tentativo di creare un rapporto giusto e paritario, nell'ambito economico e commerciale, tra produttori del Sud del Mondo e mercati del Nord del Mondo. Si tratta di un'opportunità offerta ai produttori per migliorare le loro condizioni di vita e per sfuggire a situazioni di sfruttamento e povertà, e contemporaneamente di un'opportunità offerta ai consumatori ai quali vengono proposti dei prodotti garantiti sia dal punto di vista etico che da quello qualitativo.

I prodotti in questione, alimentari ed oggetti di artigianato ed artigianato artistico, sono distribuiti attraverso una rete di Botteghe del Mondo, luoghi nei quali alla vendita si accompagna l'informazione, nonché da diversi negozi e supermercati che alle merci convenzionali affiancano quelle equosolidali.

 

 

Le REGOLE

Il commercio equo-solidale interviene creando canali commerciali alternativi (ma economicamente sostenibili) a quelli dominanti, al fine di offrire degli sbocchi commerciali a condizioni ritenute più sostenibili per coloro che producono.

 

      I principali vincoli da osservare per entrare nel circuito del commercio equo-solidale sono i seguenti:

  • divieto del lavoro minorile

  • impiego di materie prime rinnovabili

  • spese per la formazione/scuola

  • cooperazione tra produttori

  • sostegno alla propria comunità

  • creazione, laddove possibile, di un mercato interno dei beni prodotti

 

Gli acquirenti dei paesi ricchi, si assumono impegni quali:

  • Prezzi minimi garantiti (determinati in accordo con gli stessi produttori; il prezzo corrisposto deve permettere una vita dignitosa ai produttori e permettere investimenti nel campo sociale)

  • quantitativi minimi garantiti

  • contratti di lunga durata (pluriennali)

  • consulenza rispetto ai prodotti e le tecniche di produzione

  • pre-finanziamento

 

I PRODOTTI

Tipici prodotti del commercio equo sono il caffè, il tè, lo zucchero di canna, il cacao e prodotti dell'artigianato.

Altri prodotti agricoli sono: il miele, l'orzo, frutta secca, infusi, spezie, le banane e altri.

Questi vengono trasformati in: cioccolata e cioccolatini, torrone, caramelle, biscotti, crema di nocciole, bibite solubili, succhi di frutta, ecc...

La produzione biologica sempre più presente tra i prodotti alimentari è dovuta da un lato alle scelte dei consumatori del Nord per un cibo più sano, ma anche per evitare ai contadini e operai di esporsi a prodotti nocivi per l'uomo e per motivi di salvaguardia dell'ambiente. A volte sono gli stessi contadini a decidere per l'agricoltura biologica quale tecnica tradizionale di coltivazione.

 

 

DIMENSIONI del FENOMENO

Durante il 2005 nella sola UE il commercio equo e solidale ha raggiunto un fatturato record di 660 milioni di euro. Sempre nell'UE, sono più di 79 mila i punti vendita che trattano merci solidali (57 mila di questi sono supermercati comuni che vendono anche prodotti equi), mentre sono circa 2800 le botteghe del mondo presso cui offrono il loro servizio circa 100 mila volontari.

 

 

Nel NOSTRO PAESE…

Le botteghe solidali sono circa 600 in tutta Italia e sono concentrate prevalentemente nel nord-ovest e nel nord-est. Sono specializzate (40% del totale) in prodotti artigianali di fascia medio-alta provenienti da più di 50 paesi del sud del mondo. L'88% di esse si trova nelle grandi città. Le persone coinvolte nelle botteghe tra dipendenti, volontari, soci e cooperative, sono 60 mila. I prodotti del commercio equo, specialmente quelli alimentari, si trovano in molte catene della grande distribuzione come Coop Italia, Crai, Auchan, Lidl. I punti vendita che trattano prodotti equosolidali in Italia sono più di 5 mila.

 

 

CRITICHE al MODELLO 

Secondo alcuni economisti e filosofi, il modello di mercato proposto dal commercio equo-solidale non è né efficace né efficiente negli scopi che si propone. Ad esempio, l'agricoltura biologica in Brasile deve comunque essere fatta a scapito della foresta amazzonica, ed il suolo ottenuto dal disboscamento resta fertile solo per pochi anni. Altro esempio: per irrigare territori desertici, spesso si causa la mineralizzazione eccessiva del terreno (deserto del Mojave).

 

 

02 Ottobre 2008   Acqua d'Italia Privatizzata, "Meno male che Silvio c'è!" :

Il 25 Giugno del 2008, il Governo Berlusconi ha privatizzato l'acqua di tutt'Italia!!

Ed ecco cosa recita il primo comma dell’art. 23 bis del decreto-legge 113:

Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.

 

 

Link: Privatizzazione dell'Acqua.

22 Settembre 2008   Il Fenomeno Milk Maps, diffondiamo l'iniziativa :

Milk Maps è un sito comparso in rete con lo scopo di difendere, sostenere ed essere di riferimento per chi vuole latte crudo fresco alla spina. Grazie ad esso oltre 99.000 italiani (nel corso di un anno) hanno iniziato a consumare latte a Km 0, risparmiando all’ambiente emissioni di CO2 e centinaia di migliaia di imballaggi (bottiglie di plastica e tetra-pak). In Italia sono presenti 862 distributori di latte crudo, dislocati in 67 province.

 

Che cos’è il latte crudo?

Il latte crudo è il latte allo stato naturale, così com'è prodotto dalla mucca, prima ancora che venga pastorizzato e impacchettato. E’ perciò un latte che non ha subito trattamenti termici: crudo, intero e genuino, saporito, cremoso, con tante vitamine.

 

Inoltre...

Il latte crudo si conserva 2 gg oppure 4/5 gg se bollito (va bollito poco dopo l'acquisto).

Se ne può acquistare anche meno di 1 litro…

Il distributore di latte crudo viene riempito quotidianamente. Ogni giorno, infatti, la "cartuccia" del latte rimasto viene sostituita con una piena.

Come funziona:

Basta recarsi al distributore automatico, negli allevamenti attrezzati, con una bottiglia vuota, inserire le monete e si avrà a disposizione dell’ottimo latte “alla spina” fresco di giornata.

 

 

Vantaggi:

  • Meno camion sulle strade! Il latte crudo non viene trasportato per chilometri e chilometri, viene da vicino a te!

  • Meno rifiuti! Il latte crudo non è impacchettato (puoi andarlo a prendere con la tua bottiglia in vetro, lavabile e riutilizzabile);

  • Nessuno spreco! Il latte rimasto nel distributore al momento della sostituzione viene utilizzato per fare ricotta e altri formaggi;

  • Conserva tutte le proprietà naturali;

  • È cremoso e dal gusto intenso;

  • Costa meno del latte che trovi nei supermercati;

Quindi...

Il latte crudo ha il vantaggio di costare meno e di inquinare di meno con il trasporto e i processi industriali di pastorizzazione. Si può acquistare latte fresco, sicuro, biologico e prodotto localmente, ridurre lo spreco di bottiglie di plastica ed iniziare un percorso di vendita di prodotti sfusi per fare un altro passo verso l’obiettivo rifiuti zero!

 

E’ inoltre possibile richiedere un distributore di latte nella propria città o quartiere. Milk Maps raccoglierà le segnalazioni e le farà avere agli allevatori interessati.

 

Per ulteriori info e chiarimenti, visitare il sito www.milkmaps.com

 

Link: Milk Maps.

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